Spurgo fosse biologiche, fosse Imhoff, pozzi neri

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Spurgo pozzi neri, fosse Imhoff, fosse biologiche, fognature

Chiamare una ditta di autospurghi per lo spurgo del pozzo nero o della fossa Imhoff della propria abitazione è una azione abituale per chi abita nelle cosiddette “case isolate”, ovvero non allacciate alla rete fognaria dinamica.

Nel caso delle fosse biologiche o simili i batteri decompongono i rifiuti organici in parti solide, schiume e liquidi, mentre nel caso dei pozzi neri siamo di fronte a dei serbatoi sotterranei ove si raccolgono le acque nere   e non c’è dispersione  a terra.

Ma allo stesso tempo, è anche vero, che i fabbricati allacciati alla rete fognaria hanno spesso necessità dell’intervento dell’autospurgo per disotturare le condotte fognarie o pulire i pozzetti di ispezione.

In entrambi i casi il committente del servizio deve porsi alcuni interrogativi sui requisiti e sulle procedure amministrative che la ditta che contatterà deve possedere e seguire per effettuare quanto richiesto nel pieno rispetto della normativa vigente:

  1. La ditta deve essere iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali alle categorie 1 e/o 4
  2. Nel caso di ritiro e successivo trasporto a smaltimento dei liquami la ditta dovrà farvi compilare il Formulario di identificazione del rifiuto e lasciarvi la prima copia prima della partenza dalla vostra abitazione
  3. Ai fini della compilazione del Formulario il produttore del rifiuto liquido è il proprietario delle fosse o pozzi neri. I rifiuti sono originati infatti dall’attività metabolica del titolare della fossa, del pozzo o di chi è allacciato alla rete fognaria
  4. Entro 90 giorni dalla data del servizio di ritiro al produttore del rifiuto, cioè il committente, deve essere consegnata quella che in gergo viene chiamata “quarta copia” del Formulario, che attesta l’avvenuto smaltimento del rifiuto.
  5. Il committente dovrà conservare copia del Formulario per cinque anni

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