I danni causati dall’amianto

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L’amianto rappresenta una sostanza pericolosa sia per la salute delle persone che per l’ambiente

La parola amianto deriva dal greco amianto, ovvero incorruttibile, ha come sinonimo il termine asbesto, anch’esso derivante dal greco significa inestinguibile. Dal nome sono già chiare le caratteristiche di questo materiale, non subisce danni se sottoposto ad alte temperature, non altera la sua struttura se sottoposto ad attacchi chimici e si distrugge difficilmente. Per anni l’Italia è stato tra i principali produttori di questo materiale che combinato con il cemento nell’edilizia ha preso il nome di eternit, è stato utilizzato per pavimenti e rivestimenti ma anche per la fabbricazione di tubature. L’amianto, proprio per la sua resistenza al calore, è stato utilizzato anche nelle tute per la protezione degli operai. Solo dopo lunghe battaglie si è giunti all’approvazione della legge 257 del 1992 e alla sua successiva messa al bando nel 1994. La legge non si è solo limitata ad imporre la dismissione dell’amianto e la bonifica, ha anche imposto la soglia massima oltre cui la concentrazione di amianto è dannosa alla salute dell’uomo. Seppure in diversi Paesi europei l’amianto era stato messo al bando da anni in Italia si è arrivati alla sua eliminazione solo dopo una lunga battaglia portata avanti da ecologisti e vittime. Molti furono le morti causate dall’inalazione dell’amianto e sono di pochi anni fà le ultime sentenze relative al riconoscimento di risarcimento alle vittime.

I danni più pericolosi


L’amianto seppur “indistruttibile” subisce processi di deterioramento che portano alla dispersione di filamenti più o meno grandi nelle acque o nell’aria. I filamenti più sottili che troviamo nell’aria possono essere inalati e causare danni irreversibili. Se un’esposizione sporadica può causare danni alle alte vie respiratorie (laringe, faringe e bronchi) anni di esposizione e inalazione di amianto causano un accumulo di questa sostanza a livello degli alveoli polmonari. I filamenti causano un’infiammazione e un ispessimento della membrana circostante con una specifica forma di fibrosi polmonare che prende il nome di asbestosi. Il processo degenerativo è irreversibile e da vita a una serie di patologie correlate quali enfisema e pleurite. L’asbestosi causa una riduzione della funzionalità respiratoria compromettendo l’ossigenazione del sangue. Le statistiche dimostrano come l’asbestosi aumenti i fattori di rischio dell’insorgenza di tumori polmonari e ovarici. 
I filamenti più grandi vengono, invece, riscontrati spesso nelle acque, il passaggio dell’acqua nel tempo porta allo sfaldamento delle tubature con conseguente dispersione di componenti del tubo. L’ingestione di frammenti di amianto non risultano associabili a patologie del tratto gastro-intestinale, solo ad alte concentrazioni si è potuto rilevare un aumento di polipi intestinali benigni.

Come smaltire l’amianto


Dato il suo elevato potenziale nocivo l’amianto non può essere solamente non più prodotto. L’eternit, il nome del prodotto in campo edilizio, è stato utilizzato nella costruzione di palazzi e tubature dal 1901 al 1992, 90 anni di costruzioni potenzialmente nocive alla salute umana. La legge ha aperto un nuovo capitolo della vita dell’amianto, la sua bonifica e dismissione. I componenti in eternit devono essere rimossi, sostituiti, ma non possono essere trattati come tutti gli altri materiali di scarto. L’amianto è classificato tra i materiali che causano danno ambientale e il suo abbandono rientra tra gli ecoreati punibile con una pena fino a 15 anni di detenzione. Solo ditte specializzate e autorizzate possono essere impiegate per la bonifica dell’amianto, sostituzione ed eliminazione.

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