Rifiuti infiammabili: quali sono e come smaltirli

rifiuti infiammabili

L’ordinamento italiano definisce danno ambientale qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una risorsa naturale o dell’utilità assicurata da quest’ultima.

L’ambiente sta subendo grossi danni a causa, soprattutto, dei rifiuti industriali definiti pericolosi. L’abbandono in strada o in campagna di rifiuti tossici od infiammabili, lo scarico delle acque nere nei mari e tutta una serie di altri comportamenti dannosi, stanno distruggendo il naturale equilibrio ambientale.
Smaltire i rifiuti infiammabili, dunque, è un dovere civico per tutti gli esseri umani.

Quali sono i rifiuti infiammabili?

Per rifiuti infiammabili s’intendono tutti quei materiali che, se non smaltiti correttamente, rischiano, in seguito a reazioni chimiche, di incendiare tutto ciò che li circonda, immettendo nell’aria gas che potrebbero essere dannosi per la salute.
I rifiuti infiammabili sono così suddivisi:

  • liquidi infiammabili: sono liquidi, miscele di liquidi o liquidi contenente solidi, che liberano vapori infiammabili ad una temperatura non superiore ai 60 gradi centigradi. Tra questi, possiamo distinguere: pitture, vernici, lacche, gasolio, carburanti diesel, oli di riscaldamento, ecc;
  • sostanze solide infiammabili: sono le sostanze solide, diverse da quelle classificate come esplosivi, che si infiammano facilmente o possono produrre o favorire un incendio, qualora sottoposte a sfregamento;
  • rifiuti spontaneamente infiammabili: sono sostanze che si scaldano spontaneamente in condizioni normali o a contatto con l’aria;
  • rifiuti infiammabili in seguito al contatto con l’acqua: sono quei rifiuti che si infiammano spontaneamente in seguito al contatto con l’acqua, liberando nell’aria quantità pericolose di gas infiammabili;
  • sostanze comburenti: di questa categoria fanno parte quelle sostanze che, senza essere di per sé combustibili, possono provocare la combustione di altre sostanze, spesso cedendo ossigeno.

Come smaltire i rifiuti infiammabili?

Secondo il decreto 152/2006, tutti coloro i quali, per lavoro od altre esigenze, producano rifiuti pericolosi, e tra questi i rifiuti infiammabili, devono obbligatoriamente tenerne traccia in un apposito registro che dovrà essere sempre consultabile dalle autorità di controllo. È, inoltre, previsto che tali soggetti smaltiscano i suddetti rifiuti a cadenza annuale o trimestrale.
Affinché l’impatto ambientale sia ridotto, i cosiddetti rifiuti infiammabili vengono smaltiti in modo diverso a seconda della categoria d’appartenenza. Alcuni di essi, infatti, potranno anche essere recuperati o rigenerati, mentre altri dovranno necessariamente subire un processo di smaltimento chimico-fisico-biologico.

È per questa ed altre ragioni che è sempre consigliabile affidarsi a mani esperte che si occupino di trasportare in sicurezza, catalogare ed etichettare, ma soprattutto che si occupino dell’analisi dei rifiuti al fine di garantirne il corretto smaltimento o stoccaggio in aree sicure per l’uomo e per l’ambiente.

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