Rifiuti speciali industriali: come gestirli correttamente?

rifiuti speciali industriali

Sono ancora oggi molte le persone che si chiedono cosa siano i rifiuti speciali industriali e soprattutto come debba avvenire il loro corretto smaltimento.


Proprio per questo è necessario chiarire ed approfondire tale tematica, relativamente alle normative previste anche in relazione all’importanza della tutela ambientale. Si rivela quindi fondamentale saper gestire gli scarti derivanti dalle industrie per non causare un impatto nocivo non soltanto per la salute dell’ambiente, ma anche per la salute umana.

Cosa sono i rifiuti speciali industriali?

I rifiuti speciali non sono altro che quei prodotti che quotidianamente vengono creati dalle aziende, per i quali è necessaria una distinzione da quelli urbani perché non gestiti dalla pubblica amministrazione, ma direttamente dalle imprese private. 
Nel settore rifiuti speciali rientra così tutto quel pattume che deriva dalle attività agro-industriali, agricole, commerciali, dalle lavorazioni industriali, dai lavori di costruzioni o demolizione, dalla ricerca veterinaria e medica, dai macchinari, veicoli a motore e combustibili.
Coloro che producono tali rifiuti devono obbligatoriamente tenere un apposito registro di scarico e carico, nel quale dovranno annotare le informazioni relative ai rifiuti, sia per quanto concerne la qualità che la quantità. 
Il suddetto registro dovrà essere annotato almeno entro dieci giorni lavorativi dalla produzione dei materiali e dallo scarico degli scarti e al suo interno dovranno essere contenute tutte le informazioni necessarie e i dettagli che dovranno poi essere comunicati al Catasto.

Come avviene lo smaltimento dei rifiuti speciali industriali?

Lo smaltimento e la gestione dei rifiuti speciali industriali prevede la creazione di apposite aree dedicate al temporaneo deposito, che dovranno poi essere delimitate e contrassegnate regolarmente. In questo modo sarà possibile evitare la dispersione delle sostanze pericolose, altamente nociva per l’ambiente circostante e per la salute. I rifiuti speciali pericolosi contengono infatti al loro interno numerose sostanze inquinanti e lo scopo principale, durante lo smaltimento e la fase di raccolta, è quello di riuscire a ridurre drasticamente la sua pericolosità.
Per tali ragioni il trasporto dovrà avvenire solamente all’interno di specifici colli e dividendo gli scarti in relazioni alle loro informazioni.
Nello specifico in tale circostanza è possibile optare per diversi tipi di trasporto come quello in adr, automezzi con gru, carrelli elevatori, mezzi marittimi e terrestri nei quali rientrano ad esempio trattori stradali, furgoni ed auto spurgo. 
Ai mezzi in questione vengono aggiunte anche delle casse carrabili e la fornitura di imballaggi appositamente omologati per il trasporto rifiuti. 
Solamente quando il rifiuto viene analizzato, si può passare alla fase di deposito temporaneo. Qui gli scarti dovranno essere smaltiti e l’azienda che li ha prodotti potrà seguire due distinti strade: scegliere di inviare i rifiuti negli impianti di smaltimento appositi ogni tre mesi senza tenere in considerazione della quantità prodotta oppure spedire gli scarti negli impianti di smaltimento entro un anno dalla loro produzione. Questa soluzione potrà essere applicata però soltanto se il quantitativo realizzato risulta inferiore di trenta metri cubi e di dieci metri cubi per quanto concerne i rifiuti pericolosi.

È preferibile in ogni caso rivolgersi a ditte specializzate nella raccolta, nel trasporto e nell’avvio allo smaltimento dei rifiuti speciali industriali, in possesso di mezzi e strumenti conformi alle normative vigenti.
Attraverso lo smaltimento, attuato in specifici impianti, tenendo conto anche del livello di pericolosità dei rifiuti e della loro natura, si dà avvio alla conclusione definitiva del ciclo di vita di un rifiuto speciale industriale.

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