Classificazione dei rifiuti sanitari

Rifiuti sanitari
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Soprattutto negli ultimissimi anni la questione ambientale e la sua preservazione è un tema particolarmente sentito e dibattuto a livello mondiale. Sono molteplici gli aspetti implicati: l’inquinamento atmosferico, l’emissione di CO2 e gas nocivi, il disboscamento, l’uso di combustibili fossili, ecc. Un tema che forse più di tutti ci tocca da vicino nella quotidianità è l’accumulo dei rifiuti e il loro smaltimento.
La nostra società, basata per decenni sulla cultura dell'”usa e getta”, purtroppo ha causato un problema di complicata risoluzione che rappresenta un serio pericolo per il buono stato ed il futuro dell’intero ecosistema. Ovviamente i rifiuti sono distinti in un’enorme varietà di categorie a seconda della loro natura e provenienza.

Rifiuti sanitari

Tra di essi una particolare categoria è data dai rifiuti sanitari, cioè i rifiuti prodotti da tutte le strutture sanitarie. Sulla base del DPR 254/2003 articolo 2 essi sono suddivisi in:

  • rifiuti sanitari non pericolosi;
  • rifiuti sanitari assimilabili ai rifiuti urbani;
  • rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo;
  • rifiuti sanitari pericolosi a rischio chimico;
  • rifiuti da esumazione, estumulazioni ed altre attività cimiteriali;
  • rifiuti sanitari speciali prodotti al di fuori delle strutture sanitarie.

Rifiuti non pericolosi

I rifiuti non pericolosi vengono suddivisi in 3 tipologie:

  • solidi taglienti e non: seppur non pericolosi sono identificati dagli stessi codici dei rifiuti a rischio infettivo. Essi sono assoggettati alle modalità di gestione previste nel DL 152/2006;
  • medicinali di scarto: devono essere raccolti da personale dipendente o da appalto e raccolti in contenitori con la scritta esterna “farmaci scaduti”. Sono soggetti dapprima a semplice deposito (di una durata massima di 1 anno se non superano i 20 metri cubi e un massimo di 3 mesi per quantitativi superiori) e poi a smaltimento con termodistruzione in appositi impianti autorizzati;
  • provenienti da attività di servizio: rientrano tutti quei rifiuti prodotti dalle strutture sanitarie che possono essere smaltiti e raccolti in maniera differenziata senza particolari precauzioni.

I rifiuti sanitari assimilabili ai rifiuti urbani sono quelli prodotti al di fuori del circuito sanitario: cartacei, provenienti dalle cucine, dalla ristorazione, da residui dei pasti, dalla pulizia dei locali e dal giardinaggio.

Rifiuti pericolosi

Anche i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo sono catalogati in 3 categorie:

  • non taglienti e non percolanti: prima di giungere alla loro termodistruzione in specifici impianti, devono essere opportunamente disinfettati e attentamente raccolti in contenitori di cartone con sacchetto in polietilene. A sua volta il sacco dev’essere sigillato in contenitori rigidi;
  • taglienti e acuminati: in seguito a loro disinfettazione, devono essere posti in contenitori rigidi plastici con dicitura o simbologia esterna rappresentante il rischio biologico. In seguito, immessi in uno stesso contenitore rigido;
  • materiali percolanti sangue e liquidi biologici a rischio: essi devono essere necessariamente raccolti dapprima in una busta in polietilene chiusa con laccio e poi inserita in contenitori in plastica rigidi con dicitura o simbologia esterna indicante il rischio biologico. Prima della chiusura, nelle buste dev’essere inserito un disinfettante, dopodiché potranno essere destinate alla termodistruzione.

Per rifiuti sanitari pericolosi a rischio chimico si intendono i rifiuti liquidi che provengono da attività di laboratorio, analisi, diagnosi e da disinfezione di farmacia. Anche oli esausti e tutto ciò che contiene mercurio, piombo, fluoro, amianto rientrano in tale categoria.

I rifiuti prodotti da operazioni cimiteriali come l’esumazione e l’estumulazione devono essere raccolte separatamente e smaltite attraverso la termodistruzione. Tutto ciò che deriva da altre attività cimiteriali, come materiali lapidei e materiale legnoso o metallico possono essere smaltiti normalmente come rifiuti inerti, se non riutilizzati.

In questo genere di rifiuti non sono inclusi quelli radioattivi, dato che sono soggetti ad altre normative.